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Le motivazioni, che sono state esposte dettagliatamente nell’assemblea annuale tenutasi a febbraio 2019, sono riassumibili in pochi ma importanti punti:

– adeguamento all’inflazione (la quota non veniva aumentata dal 2004)

– necessità di far fronte a nuove attività di gestione e tutela della professione (con il passaggio da Collegio ad Ordine, l’ente ha acquisito ruolo sussidiario e non più ausiliario dello Stato)

– aumento della quota dovuta alla Federazione da parte degli OPI provinciali per ogni singolo iscritto

– sostenimento delle sempre più impegnative ed onerose linee guida riguardanti la normativa anticorruzione e la gestione dei dati personali, aumento di richieste PEC, implementazione e revisione dell’offerta formativa (ECM e non), cambio sede ordine e dal 2020 introduzione del sistema PAGOPA.

 

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